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Convegno Nazionale ASSTRA – numeri di settore 

Convegno Nazionale ASSTRA – numeri di settore

Lo studio presentato al Convegno Nazionale ASSTRA a Roma il 13 e il 14 febbraio 2019, mostra lo stato attuale del trasporto pubblico, che emerge come un settore in evoluzione, impegnato a contribuire all’abbattimento delle emissioni connesse al traffico urbano, ma che tuttavia ancora opera con una flotta con età media elevata, con conseguenze sui livelli di emissioni dei mezzi.

L’età media del parco autobus nazionale nel 2018 è infatti di 12,3 anni (nel 2017 ha toccato il picco massimo dell’ultimo decennio, con 12,4 anni), ampiamente al di sopra della media europea, pari a circa 7 anni.

Una buona parte della flotta autobus risulta ancora appartenente alle categorie pre-Euro3 (21% in ambito urbano e 30% in ambito extraurbano), ma al tempo stesso cresce l’incidenza dei veicoli Euro VI (11% nel 2018), evidenziando un lento processo di abbattimento dei livelli di emissioni inquinanti.

Il parco autobus circolante nei centri urbani è prevalentemente ad alimentazione diesel (78% nel 2012, 71% nel 2018). L’analisi congiunturale, 2016-2017-2018, evidenzia come la percentuale dei mezzi a gasolio in esercizio sia in diminuzione.

Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile

In questo contesto si collocano le novità introdotte dal «Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile», attualmente in fase di approvazione definitiva, che stabilisce i criteri per il riparto e l’utilizzo dei 3,7 miliardi stanziati con la legge di bilancio 2017 nel periodo 2019-2033, per il rinnovo del parco autobus.

Si tratta di volumi importanti in grado di attivare impatti economici e occupazionali significativi. Una tale iniezione annua di risorse potrebbe infatti produrre valore aggiunto per circa 3,8 miliardi di euro l’anno, pari allo 0,2% del PIL, contribuendo a creare circa 99 mila unità di lavoro aggiuntive, 0,4% dell’occupazione totale.

L’insieme di tali aspetti determina una riduzione del numero di mezzi che sarà possibile immatricolare e, conseguentemente, non consente di ridurre l’età media del parco: nei prossimi anni verranno immatricolati circa 20.000 mezzi, che porteranno la flotta ad avere un’età media di 17,5 anni nel 2033.

Un parco veicoli vetusto rappresenta un elemento di forte criticità per il settore. Da un lato, infatti, comporta per le aziende un aggravio dei costi medi di manutenzione, dall’altro, compromettendo la qualità del sevizio e il confort di viaggio, non consente di sostenere lo sviluppo della mobilità collettivaa discapito dell’utilizzo dell’auto privata con ripercussioni sul livello delle emissioni e sulla congestione urbana.

Coniugare le esigenze di riduzione delle emissioni con quelle di abbassamento dell’età media del parco mezzi italiano, è dunque una delle sfide che attendono il settore nei prossimi anni.

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